Quando si tratta di ricevimenti la prima delicata questione è: all’aperto o al chiuso?

Vantaggi della prima soluzione

Il pranzo all’aperto ha sempre avuto i suoi fans. I Romani nei parchi delle villaegentilizie di campagna allestivano delle vere e proprie sale da pranzo all’aperto con i triclinii in muratura e tavoli in pietra ma anche nel Sei e Settecento nei frondosi parchi dei castelli del nord c’era un’area destinata a pranzi e cene estive. Si mangiava seduti a tavola e perciò vigevano regole non molto diverse da quelle dei banchetti al chiuso. E oggi? Oggi come ieri pranzo all’aperto è innegabilmente piacevole ma non vuol dire affatto ‘sbraco’ assoluto. E’ proprio a contatto con una natura che da più parti siamo invitati a rispettare, che gentilezza ed educazione entrano in gioco. No dunque alle sigarette spente nelle aiuole e ai mozziconi abbandonati, ai fiori strappati, alla ghiaia lanciata per gioco o scherzo, pericolosa oltre che disordinata.

No agli schiamazzi né diurni né notturni, anche se il livello di tolleranza dei rumori è maggiore all’aperto che al chiuso. E’ assolutamente da evitare la musica da discoteca e il karaoke all’aperto; se agli amici i nostri maldestri tentativi di imitare le promesse del pop italiano o le star del rock anglo-americano possono apparire divertenti a chi passa per strada sembreranno solo urla sgraziate un po’ inquietanti. Sì invece alla musica di sottofondo che, rispettando un livello acustico tollerato da chi non ha problemi di sordità, permetta di conversare senza dover urlare. Festeggiare non può e non deve essere sinonimo di abbandono di ogni forma di autocontrollo.

Vantaggi della seconda soluzione

Delimitate dalle mura di un’abitazione più o meno storica o di un locale alla moda, la coreografia del ricevimento è naturalmente più ordinata e controllabile e così anche il comportamento degli invitati. Gli sposi possono senza troppa fatica volteggiare fra i tavoli e salutare tutti gli amici e i parenti ma anche sedersi al proprio tavolo e assaggiare qualche prelibato boccone. In questi casi è in genere la cena placé (ovvero ospiti seduti al tavolo e serviti da camerieri) la prescelta ma anche l’opzione di presentare gli antipasti e i dolci su un ricco e decorato buffet e degustare i primi e i secondi seduti ha una sua popolarità purché il buffet non diventi un luogo di scontri e prepotenze con conseguente caduta rovinosa di cibo in terra. Una volta per pulire il pavimento si utilizzavano i cani da caccia, oggi i nostri animali domestici umanizzati sono seguiti da addestratori e nutrizionisti e alimentati solo con sofisticatissimi bocconcini di carne e pesce nessuno si sognerebbe più di usarli come spazzini, anche se loro forse gradirebbero.